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Scusate il ritardo
con cui e' stato pubblicato questo articolo, ma e' ricominciata l'universita'
e mi porta via un sacco di tempo...
Salone
delle Macchine e Arredamento da Ufficio???
E' ormai
piu' una decina di anni che lo SMAU ha perso la sua vocazione originale,
ma negli ultimi anche la nuova identita' e' andata svanendo, diventando
sempre meno esposizione di informatica e sempre piu' baraccone multimediale.
L'edizione di quest'anno non solo conferma questa tendenza (ed essendo
l'ultima del millennio trovo la cosa particolarmente significativa)
ma introduce "guerre tematiche" che, con questa intensita'
non si erano ancora viste.
Nonostante io abbia visitato l'esposizione in un giorno (venerdi' 1)
riservato agli operatori del settore (ci dovevo andare per lavoro, naturalmente)
il numero di persone presenti era enorme, troppo per sperare di concludere
qualcosa di costruttivo, oltre all'ammassare brochure e depliant e scambiare
due chiacchiere con gli operatori degli stand sufficientemente tranquilli
da comunicare senza urlare di continuo.
Novita'? Si, qualcuna, e tutto sommato questo e' stato uno SMAU piuttosto
interessante.
Devo confessare comunque che mi sono liberato dagli impegni "professionali"
sono alle 11 della mattina, percio' ho potuto indossare gli oscuri abiti
del DeathLord per meno tempo di quanto avrei voluto e soprattutto in
una finestra temporale decisamente affollata... sigh..
Mi domando solo quanta gente c'era nella giornate aperte al pubblico!
Guerre
Tematiche
Le guerre
tematiche delle quali parlavo precedentemente tutto sommato toccano
poco l'argomento hardware e quindi questo sito, ma come ho gia' detto
lo SMAU e' stato quest'anno molto spettacolo e poca
tecnica di conseguenza l'articolo riflette questa condizione.
Le guerre tematiche in particolar modo sono state due, entrambe in seno
a SMAUCOMM, il padiglione delle telecomunicazioni. Nella prima "guerra"
le grandi compagnie di telefonia cellulare si sono affrontate a colpi
di aranciata (distribuita gratuitamente da Wind) e di tariffe speciali
che richiedono ore di calcoli per rendersi conto se si puo' chiamre
senza ipotecare la casa, e nell'altra i provider noti a tutti (Tin,
Infostrada e Tiscali) si sono dati battaglia sul campo degli abbonamenti
gratuiti a internet. Sono riuscito a collezionare ben cinque CD di installazione
diversi (Infostrada ne aveva tre, uno generico, uno dedicato alla Ducati
e uno a Ligabue)!
La situazione da questo punto di vista e' comunque abbastanza chiara
e non ci sono state sorprese: l'attuale leadership e' di Infostrada,
che con Libero ha la maggiore copertura del territorio, anche se la
qualita' della connessione non e' costante; tuttavia c'e' stato un miglioramento
netto nelle ultime settimane. Al secondo posto metterei Tiscali, il
primo a portare l'idea in Italia, e che malgrado sia indietro rispetto
alla tabella di marcia, sta recuperando velocemente e offre le condizioni
migliori, la gamma di proposte piu' ampia e prestazioni eccellenti.
E' evidente che il ClubNet di Tin sia solo un tentativo dell'ultima
ora per non mancare all'appuntamento con un mercato dalla crescita elevatissima;
partendo per ultima arrivera' un po' tardi, ma con un bagaglio di mezzi
e di esperienza tale da rendere la sua offerta concorrenziale.
La vera innovazione, a mio parere, sta nel fatto che tutti i provider
offrono accesso ISDN gratuito, stimolando non poco l'utente casalingo
al passaggio a questa tecnologia, prima limitata anche dal costo dell'abbonamento
(almeno mezzo milione di lire).
Ancora un riferimento alle compagnie di telefonia mobile per raccontare
un simpatico aneddoto: in ordine di percorrenza, subito dopo il padiglione
di Wind c'era quello di Tim; come gia' detto Wind distribuiva cartocci
di succo d'arancia, che se bevuto subito finiva proprio in concomitanza
con l'ingresso allo stand Tim. Non c'era stuttura architettonica all'inizio
del padiglione di Tim che non fosse sovrastata da decine di cartocci
di succo di Wind, relegando lo stand Tim a pattumiera di quello Wind.
Visto la grande quantita' di addetti Tim disponibili, sarebbe stato
sensato incaricarne qualcuno della rimozione di quei rifiuti, cosa che
avrebbe giovato non poco all'immagine della piu' vecchia compagnia di
telefonia mobile in Italia.
Calma
piatta
La vera
costante in tutti gli stand, da quello del grande produttore a quello
del piccolo distributore e' stata la presenza dei monitor piatti ed
ultrasottili basati sulla tecnologia a cristalli liquidi a matrice attiva
(TFT Thin Film Transistor) utilizzata da tempo nei computer portatili.
Finalmente cominciano ad essere disponibili formati piu' grandi dei
comuni 15', con Sony e Philips che hanno presentato entrambi un modello
da 18,1 pollici e NEC che riproponeva la gamma gia' vista lo scorso
anno comprendente modelli da 13 a ben 20 pollici. C'e' da notare, per
chi non lo sapesse, che per questi monitor le misure dichiarate corrispondono
a quelle reali (misurate con un polliciometro, insomma...).
Nei monitor tradizionali a CRT (Cathodic Ray Tube, tubo catodico) parte
della dimensione dichiarata del tubo catodico (tipicamente un pollice)
e' coperta dalla cornice plastica e per questo si fa distinzione fra
dimensione del monitor (es. 19') e area visibile (es. 18'). Nei monitor
a cristalli liquidi la dimensione dichiarata corrisponde all'area visibile,
percio' un monitor TFT da 18 pollici corrisponde a uno da 19 CRT. Questo
tipo di display ha numerosi vantaggi, e fra i quali, l'ottima definizione,
la totale assenza di emissioni elettromagnetiche, il basso consumo,
l'ingombro ridotto, l'assenza di distorsioni geometrice (cuscino, trapezio,
ecc,) e qualche difetto come una persistenza piu' elevata, la visibilita'
laterale ridotta, perdita di definizione alle frequenza non native e
costo molto elevato. E' indubbio che il futuro sara' piatto e sottile,
ma per il momento poche persone spenderanno piu' di due milioni per
un monitor a 15 pollici quando possono avere, per la stessa cifra, un
21 pollici economico o un 19 di altissima gamma.
Athlon
Superstar
Senza
dubbio il processore AMD Athlon e' stato la star di SMAU '99 nel campo
dei microprocessori, come ci si aspettava e come e' giusto che sia,
data la qualita' del prodotto.Quasi ogni stand dei distributori di hardware
o di videogiochi aveva una macchina Athlon e di lato una ricorrente
catasta di volantini riportanti le caratteristiche del processore, cosi'
come sono state pubblicate sul sito di AMD al momento del lancio (con
il solito grafico di SPECInt e SPECfp). E le motherboard? "Arriveranno
presto", "Sono imminenti", insomma un pugno di mosche.
Spulciando i cataloghi, in effetti, si trovano a listino processori
Athlon fino a 650 Mhz, ma neppure una motherboard. Il fatto che gli
Athlon fossero cosi' diffusi pero', dovrebbe essere un segno che le
motherboard ci sono (non saranno stati tutti prototipi da valutazione?!?)
e probabilmente devono essere solo messi a punto i dettagli per l'importazione
in grandi quantita'. Presumibilmente, per chi lo vorra', ci sara' un
Athlon sotto l'albero di Natale.
Creative
alla riscossa
Sotto
molti punti di vista lo stand della Creative e' stato quello piu' interessante
dal punto di vista strettamente Hardware, composto da una gradinata
per il pubblico e da un maxischermo sul qualche si potevano ammirare
ragazzi (sempre del pubblico) sfidarsi a Quake III Arena, su computer
con la scheda video.... .... .... 3D Blaster GeForce 256 Annihilator!
Premetto subito che lo stand era troppo affollato per chiedere spiegazioni
a chicchessia, percio' non saprei dire ad esempio, a che livello il
Geforce veniva sfruttato dalla versione, senza dubbio non definitiva,
di Quake III che stava girando o a che risoluzione o quali erano gli
altri componenti della macchina utilizzata. Tuttavia il gioco era fluido
e veloce, ma questo ce lo si aspetta da qualunque software che viene
mostrato in fiera, percio' e' un'affermazione che lascia il tempo che
trova. Stupido DeathLord!
Ad spronare i giocatori c'era un improbabile animatore, probabilmente
rubato a qualche discoteca locale , che tra frasi di incitamento piu'
o meno "trendy" infilava aberrazioni come "Questa
scheda l'abbiamo solo noi, agli altri arrivera' tra una settimana"
o "Ragazzi, questa scheda fa andare i giochi su Pentium II
come se girassero su Pentium III !". Non mi sarei stupito
di sentirlo continuare con "... e adesso facciamo un bel applauso
all'inventore di questa meraviglia tecnologica.... il Dottor Nick Riviera!".
[Comunque l'animatore NON era Troy McClure...]
A parte gli scherzi, e' impossibile stabilire le prestazioni di una
scheda video, avendo visto per pochi minuti girare un gioco su schermo
gigante. Solo i benchmark ci diranno quanto l'approccio nVidia e' valido.
Per rimanere in campo video Creative ha presentato anche la nuova scheda
economica 3D Blaster RIVA TNT2 M64.
Completamente rinnovata risulta invece la gamma audio, con le nuove
SB Live! Platinum e SB Live! Player 1024 che prendono il posto rispettivamente
della Live! originale e della Basic. Non cambiano il processore (EMU
10K1) e l'architettura generale rimanendo compatibili con la precedente
generazione (di fatto sono praticamente le stesse schede), ma il software
e' finalmente aggiornato con la versione 2.0 di EAX, le librerie 3D
di Creative, e l'applicazione LAVA (Live! Audio Video Animation) per
la visualizzazione dei Videoclip da Internet. La Platinum presenta un
nuovo connettore I/O, chiamato SB Live! Drive, da posizionare in un
alloggiamento frontale per i drive da 5 1/4. Questo pannello facilita
la connessione di microfoni, cuffie, dispositivi midi e digitali. Per
i possessori dei vecchi modelli di SB Live! e' possibile acquistare
il CD con l'aggiornamento software direttamente da Creative
a meno di 30.000 lire, percio' niente paura.
Console...iamoci
Anche
se non sono un appassionato ho trovato interessante l'attuale mercato
delle console. In particolar modo si comincia a vedere l'orizzonte per
la lunga e sfavillante carriera della PlayStation: ho avuto modo di
provare Quake 2 su questa piattaforma e l'ho trovato .... "tenero"
essendo lento, cubettoso (la Play non ha il bilinar filtering) e poco
definito. Quando c'e' piu' di un nemico sullo schermo la grafica si
fa scattosa e il numero di poligoni utilizzati e' davvero basso (lo
si vede bene nella mano del protagonista).
Interessante il Sega DreamCast, che offre una grafica degna del migliore
PC dell'ultimissima generazione (forse con una gestione delle luci addirittura
migliore) insieme con una nutrita serie di accessori davvero interessanti
come modem per navigare e giocare in internet, comandi vibranti e memory
card simil-tamagochi (se si scrive cosi') che permettono di sfruttare
i salvataggi per mini giochi portatili. Insomma, avendo caratteristiche
tecniche di tutto rispetto e considerando che per la PlayStation 2 bisognera'
aspettare ancora un anno, credo che la console della Sega abbia ottime
possibilita' di trovare un buon mercato in Europa come ha fatto in Giappone
e negli Stati Uniti.
E parlando di Playstation 2, in un gabbiotto nello stand della Sony
girava un filmato con alcune scene di giochi per la nuova console. Semplicemente
un altro pianeta. Esplosioni in motion blur, fondali dettagliatissimi
ed effetti di luce straordinari sono fra le cose che mi hanno piu' impressionato.
In particolare le immagini in movimento di un picchiaduro (immaginate
Tekken 3 ma con 4-5 combattenti contemporaneamente) ambientato in una
metropolitana hanno stimolato non poco la mia fantasia, anche perche'
l'altro gioco era una specie di Gdr in stile FF7 della Square che tecnicamente
non aveva nulla di strabiliante.
Tuttavia, quando questo mostro sara' in vendita da noi il gap prestazionale
nei confronti del PC sara' gia' stato colmato dalle schede video della
nuova generazione, che pero' costeranno da sole come un'intera PlayStation
2.
Concludendo
In realta'
ci sarebbero un milione di altre cose da dire sullo SMAU e su cio' che
e' stato presentato, ma quest'articolo non vuole essere un catalogo
ragionato degli espositori, piuttosto una chiacchierata sulla situazione
informatica attuale in Italia, vista dagli occhi di un visitatore della
fiera.
Se SMAU'99 annuncia il futuro del prossimo millennio le aspettative
non sono poi cosi' rosee. Chi ha voglia di vivere dieci secoli sporchi,
confusionari e tanto, tanto rumorosi? (Con l'aranciata gratis di Wind,
pero'!)
;-)
Dal vostro inviato
a Milano, DeathLord. A voi la linea, Cattedrale.
5/10/1999
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